LUSSO E SOSTENIBILITÀ MADE IN ITALY: SUCCESSO SU KICKSTARTER PER LA FILE BAG BY REGENESI

September 28, 2017

LUXURY AND SUSTAINABILITY MADE IN ITALY: “FILE BAG” OF REGENESI A SUCCESSFULL PROJECT ON KICKSTARTER

Maria Silvia Pazzi, CEO di Regenesi, incontra lo staff KICK-ER durante uno dei primi momenti di promozione del servizio (Dicembre 2015) alla Camera di Commercio di Ravenna e comincia a ragionare sull’ipotesi di utilizzare una grande piattaforma di crowdfunding per lanciare la sua nuova creazione, File Bag, ed entrare in produzione.

Il racconto, per una campagna di crowdfunding, è un aspetto fondamentale e la storia di Regenesi è una storia molto bella da raccontare. Regenesi nasce nel 2008 dall’intuizione e dalla passione di Maria Silvia Pazzi che ha aggregato un gruppo di persone con varie competenze e ha dato vita a un’azienda non convenzionale capace di dare nuova vita ai materiali, creando prodotti unici grazie al network di eccellenze creative e produttive che lei e i suoi collaboratori sono riusciti negli anni a tessere.

“Trasformiamo rifiuti in bellezza perché non c’è antitesi fra funzionalità, eco-compatibilità e bellezza. Pensiamo che dalla società dei consumi e dallo spreco possa nascere qualcosa di bello e utile.” (M. S. Pazzi) Da qui parte l’impresa di un’azienda che negli anni ha coinvolto designer e stilisti noti a livello internazionale e sapienti artigiani italiani per produrre oggetti di design innovativi – di elevato standing qualitativo – realizzati con materiali di riciclo post-consumo.

L’idea di Regenesi di promuovere un nuovo stile di vita, dove il bello si sposa con il rispetto per l’ambiente, si concretizza nella File Bag, disegnata da Annalisa Caricato, designer di accessori in pelle con esperienza nei beni di lusso (ha lavorato negli anni con Tod's, Dolce&Gabbana, Salvatore Ferragamo, Valentino, Guess, e Emanuel Ungaro).

il prodotto innovativo: File Bag è espressione di un’attività di ricerca non solo sui materiali (scarti di vera pelle provenienti da concia vegetale, farina di castagno per la colorazione, lattice estratto da piante di caucciù per la morbidezza, acqua, sali e grassi), la cui lavorazione innovativa rende la borsa estremamente sostenibile, ma anche sull’idea ingegneristica che permette la sostituzione delle patte facile e veloce.

Senza dubbio il progetto di crowdfunding aveva, tra gli altri, l’obiettivo di fare un’analisi di mercato su un nuovo prodotto altamente personalizzabile. La struttura delle ricompense è stata pensata in modo da poter individuare e le preferenze dei sostenitori, così da abbassare i costi di produzione ed evitare “scorte”.

Tra le ricompense era possibile trovare la File Bag in tre mini-linee che racchiudono le fantasie e i concept delle patte (classic, design e fantasy), con 3 proposte di tracolla e 9 di patte: una possibilità di personalizzazione molto ampia.

La pianificazione della campagna è passata dalla creazione dei contenuti da divulgare tramite i canali precedentemente individuati, alla realizzazione del materiale grafico e video di presentazione del progetto.

L’attività di comunicazione è partita assieme al lancio della campagna su Kickstarter il 26 gennaio 2016 ed è proseguita lungo tutta la campagna, sfruttando anche la presenza al Mipel di Milano dal 14 al 17 febbraio.

Le uscite sulla stampa cartacea e online hanno supportato l’attività di coinvolgimento dei sostenitori e dal monitoraggio di Kicktraq, ottimo strumento che analizza i progetti su Kickstarter, è possibile intercettare i momenti in cui la risposta dei backer è più evidente:

1 febbraio: prime risposte dopo le prime uscite soprattutto online;

13 febbraio: il giorno dopo l’articolo uscito su Il Sole 24 Ore cartaceo;

22 febbraio: dopo il rilancio della notizia su Startup Business e l’aperitivo a Ravenna su invito per la presentazione della borsa anche offline;

25 febbraio: rush finale con i “piggybackers” che si sono attivati dopo il raggiungimento del traguardo

Il 25 febbraio 2016 Regenesi è riuscita ad arrivare al 106% del suo obiettivo!

I risultati della campagna di crowdfunding sono interessanti e incoraggianti, sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo. Al di là infatti dei numeri, 13.860€ raccolti da 66 backers e 35 borse vendute, Silvia ci ha detto che uno degli aspetti positivi più interessanti è stato il fatto che la community di riferimento, il network personale di Regenesi, è stata molto reattiva ed è stata la prima a diffondere il progetto.